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lunedì 21 dicembre 2009

Prodotti senza glutine? Ottimi anche per chi non è intollerante





La celiachia, intolleranza alimentare ormai diffusamente conosciuta, non è da considerare una malattia, ma un regime alimentare sano, che permette, grazie ai prodotti senza glutine, di migliorare lo stile di vita dell’individuo, limitando la probabilità dell’insorgenza di tumori e stabilizzando la massa ossea.

Le ultime stime, effettuate a fine dello scorso anno, evidenziano che ben un italiano su cento è intollerante al glutine e quindi è sempre più importante diffondere informazioni utili non solo ai celiaci, ma anche e soprattutto alle famiglie che condividono la celiachia per far capire che il mangiare prodotti senza glutine non è un dovere, bensì un piacere.

Ogni anno vengono spesi ben 150 milioni di euro per l’acquisto di prodotti senza glutine e in commercio (compresi sia il circuito farmaceutico che quello della grande distribuzione) si possono ormai trovare moltissime tipologie di prodotti gluten-free, che non hanno nulla da invidiare per sapore e per confezione a quelli a base di farina. Inoltre, in natura esistono già materie prime prive di glutine (riso, mais, frutta, verdura, latte, carne, uova, formaggi, zuccheri e varie bevande), che soddisfano i desideri culinari dei celiaci e garantiscono l’equilibrio nutrizionale corretto dell’individuo.

Ma, questo regime alimentare può essere seguito anche dalle persone non intolleranti al glutine? La risposta è positiva, ma sicuramente questo stile nutrizionale non può essere considerato al pari di una dieta dimagrante. Infatti, se da una parte i prodotti senza glutine sono più facilmente digeribili (basti pensare che una pasta di grano duro viene digerita in due ore mentre quella senza glutine in meno di un’ora) dall’altra apportano le stesse calorie degli alimenti contenenti glutine. Quindi, chi pensa di poter calare di peso solo assumendo gli alimenti per celiaci si sbaglia. Alla fine, la regole per mantenere un corretto peso forma rimangono sempre le stesse: non eccedere con il cibo, fare sport e mantenere un corretto stile di vita nel tempo.

Fonte : http://www.articolista.com/salute-e-benessere/prodotti-senza-glutine-ottimi-anche-per-chi-non-e-intollerante.html

Leopoldo Herbst - Subito Verde

www.subitoverde.it

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mercoledì 18 novembre 2009


Iridologia

L'iridologia è un sistema basato sullo studio dell'iride e dell'occhio. L’iridologo con l'analisi iridologica ha un quadro dell'organismo e dei suoi disturbi in chiave di processi psicofisici, e di arrivare alle cause profonde di uno squilibrio già in atto e di svelare anche processi che ancora non si sono manifestati, così come le tendenze a contrarre un particolare disturbo, è un professionista che si è specializzato nell'osservazione dell'iride per ottenere informazioni finalizzate al benessere. L'esame dell'iride, del colore, delle macchie, dei rapporti tra le sue diverse componenti e di tutti i segni particolari costituiscono un sistema estremamente efficace per leggere l'organismo dal punto di vista energetico e funzionale.

Secondo l'iridologia, l'iride sarebbe una speciale carta topografica che riprodurrebbe, nel suo piccolo, tutta la mappa del corpo umano, la sua anatomia, le sue funzioni: un archivio in cui sarebbero trascritti la salute dei nostri organi e il benessere dell'anima. L'iridologia è, secondo alcuni, un metodo di analisi, essa sarebbe la valutazione dell'integrità dei tessuti, chiamati collettivamente costituzione perché comprende punti di forza e di debolezza intrinseca; tale analisi può forse riconoscere forze e debolezze della costituzione individuale risalendo anche per quattro generazioni; essa è lo studio dell'iride, del suo colore, delle sue tracce e delle sue variazioni in relazione a malattie. Lo scopo dell'iridologo non è quello di diagnosticare malattie ma solo di osservare e interpretare i segni fisici che nota nell'occhio. L'iridologo in base alla macchie e alle sfumature cromatiche dell'iride o alla forma della corona riuscirebbe ad individuare il tipo di costituzione del paziente (linfatica, ematogena, disbiotica, etc....) ed i possibili segni evoluti del suo squilibrio, scoprendo alcune volte, secondo alcuni, le cause di quei disturbi che sfuggono ad una sicura definizione.

L'iridologia non è comunque riconosciuta dalla medicina ufficiale.
Il nostro consiglio è di prestare la massima attenzione e rivolgersi solo a personale qualificato (naturopati, omeopati), verificando la presenza di eventuali patologie presso il medico specialista.

Leopoldo Herbst Subitoverde

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martedì 17 novembre 2009

Il mercato Omeopatico è' in crescita del 65%


Boom di omeopatia,
la usano in 9 milioni

ROMA - La medicina omeopatica non è più un tabù e piace agli italiani, tanto da essere uno dei pochi settori che non sembrano intaccati dalla crisi.

Il 15% degli italiani

Negli ultimi quindici anni, l’incremento dei pazienti omeopatici è stato del 65%, e attualmente sono circa 9 milioni - pari al 15% della popolazione - coloro che si affidano ai farmaci omeopatici nonostante non siano rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. In Italia (3° mercato europeo dopo Francia e Germania) le 30 aziende che operano nel settore con oltre 1.200 dipendenti hanno fatturato 165.914 milioni nel 2008. E le stime per il 2009 parlano di una crescita del 3%. Cresce anche la dimestichezza degli italiani con questi prodotti: si stima che il 65 per cento della popolazione abbia una certa familiarità con le “medicine non convenzionali” e che poco meno del 50 per cento le considerino utili. Ma il quadro economico è roseo, non lo è altrettanto quello relativo alle norme che regolano il mercato dell’omeopatia, come ha denunciato la principale associazione di categoria.

“Alt normativo da 15 anni”

Secondo Fausto Panni, presidente di Omeoimprese, l’intero settore è vittima di un “blocco normativo che va avanti da 15 anni”. Norme non ancora attuate, blocco dell’immissione di nuovi farmaci sul mercato, carenza di esperti del settore nelle commissioni tecniche, mancanza di informazioni specifiche e impossibilità di detrazione fiscale dei medicinali. Una situazione che, spiega Panni, ha l’effetto di “frenare gli investimenti e la ricerca nel settore”.city

Origine: City del 06 novembre 2009 Fatti

Leopoldo Herbst Subito Verde

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